Si interrompe all’Adriatico la lunga striscia positiva del Palermo. Dopo quattordici risultati utili consecutivi, i rosanero cadono a sorpresa sul campo del Pescara, fanalino di coda della Serie B, che si impone in rimonta per 2-1 al termine di una gara ricca di colpi di scena.
Una sconfitta pesante per la squadra di Filippo Inzaghi, non solo per il valore dell’avversario, ma soprattutto per le ripercussioni in classifica. Il Palermo vede infatti allontanarsi la zona promozione diretta: Venezia e Monza, attualmente appaiate al comando, scappano a +6, mentre il Frosinone, terzo, porta a tre le lunghezze di vantaggio sui siciliani.
Eppure il match si era messo sui binari giusti per il Palermo. In avvio di ripresa, al 2’, una splendida combinazione tra Segre e Johnsen libera Pohjanpalo, che in spaccata batte Saio e firma lo 0-1. Il vantaggio, però, dura appena otto minuti: al 10’ Insigne approfitta di una sponda involontaria di Di Nardo su rinvio di Joronen e, tenuto in gioco da Augello, supera il portiere finlandese per l’1-1.
Il pareggio galvanizza il Pescara, che prende coraggio e alza il baricentro. Il Palermo prova a reagire con una serie di occasioni, la più clamorosa al 33’, quando Pohjanpalo spreca da due passi dopo una doppia incertezza della retroguardia abruzzese. È il preludio al ribaltone: al 42’ Meazzi si libera sulla sinistra, calcia verso la porta e trova la deviazione decisiva di Veroli che beffa Joronen per il definitivo 2-1.
Nel recupero, nonostante sette minuti concessi dall’arbitro Maresca, i rosanero non riescono a trovare il guizzo per riequilibrare il punteggio. L’ultimo assalto, su calcio d’angolo battuto da Palumbo, si infrange sulla difesa di casa.
Per il Pescara, ultimo in classifica ma mai domo, una vittoria preziosissima in chiave salvezza. Per il Palermo, invece, uno stop che brucia e che impone una riflessione in vista del finale di stagione, con l’obiettivo promozione ora più distante e la necessità di ritrovare subito continuità.
Redazione
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