Il Venezia convince: qualità, solidità e ambizioni da vertice

Pubblicato il 30 dicembre 2025 alle ore 02:16

Con il secondo miglior attacco del campionato e la seconda miglior difesa, al pari del Monza, il Venezia di Giovanni Stroppa, finora, si è imposto come una delle realtà più solide di questa Serie B. Numeri e prestazioni certificano il ruolo dei lagunari tra i protagonisti assoluti della stagione e tra i candidati più credibili alla promozione diretta in Serie A.

Dopo diciotto giornate, il Venezia ha raccolto trentacinque punti, frutto di dieci vittorie, cinque pareggi e tre sconfitte. Gli arancioneroverdi occupano il terzo posto in classifica, a sole tre lunghezze dalla vetta, attualmente detenuta dal Frosinone, e a due punti dal Monza, secondo. Una graduatoria cortissima, che conferma quanto la corsa promozione sia apertissima.

Sul piano offensivo, Stroppa può contare su due certezze: John Yeboah e Andrea Adorante, rispettivamente a quota otto e sette reti messe a segno fino a oggi, sono i principali terminali offensivi. Ma ridurre il Venezia ai suoi marcatori costituirebbe un errore: la forza della squadra risiede in una struttura collettiva equilibrata e di alto livello in ogni reparto.

La difesa, guidata da Michael Svoboda e Marin Šverko, con il contributo di Joël Schingtienne, rappresenta un pacchetto arretrato di sicuro affidamento, capace di garantire solidità. È però a centrocampo che il Venezia sembra fare davvero la differenza rispetto alle concorrenti. Kike Pérez, Alfred Duncan, Issa Doumbia e Gianluca Busio compongono una batteria di qualità superiore per la categoria: talento, fisicità ed esperienza che consentono spesso ai lagunari di prendere il controllo delle partite e di dettarne i ritmi.

Il Venezia è una vera e propria “fabbrica del gol”, forse priva del classico bomber di razza, ma estremamente efficace grazie alla coralità e alla partecipazione di molti uomini alla fase offensiva. Proprio qui, però, potrebbe annidarsi l’unico potenziale difetto di una squadra ricca di pregi: una certa tendenza alla leziosità, all’eccesso di fraseggio, tipica delle formazioni di Stroppa, con la costante ricerca dell’azione rifinita fino quasi a entrare in porta con il pallone.

È forse questa l’unica speranza che il Venezia lascia alle rivali nella corsa alla Serie A. La sensazione è che, dopo la retrocessione dello scorso anno, gli arancioneroverdi non si siano ancora calati del tutto nella natura ruvida e imprevedibile della Serie B, un campionato fatto di trappole e imprevisti, dove non sempre l’estro dei singoli basta. In cadetteria occorrono spirito di sacrificio e capacità di “sporcarsi le mani”. Se il Venezia riuscirà a unire il suo indiscutibile talento a questa mentalità, allora la promozione non sarà più soltanto un obiettivo, ma una prospettiva concreta.

Roberto Rizzuto

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